Sono a-tecnologica per eccellenza, ma la rete mi ha regalato negli ultimi mesi grandi emozioni.
Il Topolino Gabry è nato piccolo piccolo, per tanto tempo non abbiamo potuto vederlo di persona.
Il suo papà e la sua mamma hanno creato un blog perchè noi tutti potessimo sentirci vicini al loro piccolino, in quelle poche pagine la rete rivela tutta la sua vera forza. Guarate come è cresciuto il nostro piccolo campione!!!!

Ci ho messo un poco di tempo ma alla fine, forse, qualcosa ho capito.
Nel XX secolo, l'avvento dei riproduttori ed in particolare del computer e di internet ha reso assai difficile la tutela del copyright come tradizionalmente inteso.
Il primo episodio che ha rotto per sempre gli equilibri è stato il caso Napster, uno dei primi sistemi di condivisione gratuita di file musicali, oggetto di enorme successo. La chiusura di Napster avvenuta nel 2002, dopo le denunce dagli editori che vedevano nel sistema un concorrente ai propri profitti, non ha risolto il problema. Nuovi programmi di file sharing gratuito sono sorti rimpiazzando l'originale Napster e vanificandone la chiusura. Una costante ed ingente diminuzione delle vendite di album musicali è scaturita dalla diffusione di questi sistemi (non solo, ho sempre comprato cd originali, preferendo la qualità, ma ultimamente la spesa semestrale per la musica si è azzerata a causa del mutuo mensile! ).
Il file sharing, gestito tramite il sistema del peer-to-peer, e in generale le nuove tecnologie e internet si sono evolute e diffuse con grande velocità, rendendo difficile per le legislazioni internazionali un aggiornamento con la medesima prontezza. Il diritto d'autore italiano è disciplinato prevalentemente dalla Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni, e dal Titolo IX del Codice Civile.
La legge italiana sul peer-to-peer punisce:
In tutti e tre i casi le sanzioni sono penali, la multa è in questo caso non una sanzione amministrativa ma parte di una sanzione penale, sui "delitti", non una contravvenzione.
L'aver commesso illecito comporta in tutti e tre i casi l'iscrizione di una condanna nella fedina penale, per la quale il giudice può concedere a discrezione il beneficio della non-menzione davanti ai privati (esempio per accertamenti in un colloquio di lavoro), ma che resta interamente visibile alla pubblica amministrazione o per un concorso pubblico.
Sempre, per tutti e tre i casi, la legge ammette l'oblazione: se l'accusato paga prima dell'avvio del procedimento penale, il reato è estinto e la sua fedina è completamente pulita.( In Italia se si paga tutto si sistema…….)
Le ultime due tipologie (2 e 3) sono parte dell'utilizzo delle reti P2P per uso non personale, e al loro interno esiste la distinzione di finalità, fra scopo di profitto e scopo di lucro. Nel gergo giuridico, il profitto non necessariamente ha una finalità economica, può essere il comportamento di quanti mettono in condivisione file a titolo gratuito, perché non condividono la normativa o per ottenere crediti per il download di altro materiale.
Il Parlamento europeo è intervenuto in materia di copyright nel 2004 con la Direttiva Ipred1, con importanti emendamenti a difesa degli utenti. Ad esempio la riproduzione in copie o su supporto audio o con qualsiasi altro mezzo, a fini di critica, recensione, informazione, insegnamento (compresa la produzione di copie multiple per l'uso in classe), studio o ricerca, «non sia qualificato come reato». Nel 2007 una seconda direttiva Ipred2, a maggiore tutela dei detentori di diritti d'autore In particolare, obbliga gli Internet Service Provider a fornire i dati personali degli utenti in caso di contestazione da parte dei detentori dei diritti. Si tratta di rivelare i nomi o i numeri telefonici corrispondenti agli indirizzi IP, rilevati da società specializzate nelle intercettazioni( ????? Come la metteranno…) su reti P2P.
L'espressione inglese Copyleft individua un modello alternativo al Copyright di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze le quali l'autore (in quanto detentore originario dei diritti sull'opera) indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali.Una licenza garantisce a chiunque possegga una copia di un lavoro le stesse libertà del suo autore, incluse le quattro libertà basilari indicate di Richard Stallman, (ideatore del copyleft)
1) la libertà di usare a propria discrezione e di studiare quanto ottenuto.
2) la libertà di copiare e condividere con gli altri
3) la libertà di modificare
4) la libertà di redistribuire i cambiamenti e i lavori derivati
Il copyleft su un programma è considerato più o meno forte a seconda del modo in cui si propaga nelle opere derivate. Con "copyleft debole" ci si riferisce alle licenze per cui non tutte le opere derivate ereditano la licenza copyleft, spesso a seconda del modo in cui sono derivate.
Questo è quanto se un giorno avrò le idee più chiare provvederò per ora vi deve bastare.
Adesso anche questa l’ ho vista: il titolo del tema della maturità sbagliato. Non ci sono veramente parole, solo scuse doverose a Montale. Gli esperti di letteratura del ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca nello scegliere una delle poesie meno conosciute di Eugenio Montale - Ripenso il tuo sorriso, tratta dalla raccolta Ossi di seppia, pubblicata 1925 - non si sono probabilmente resi conto loro che il testo del poeta ligure era dedicato al ballerino russo Boris Kniaseff, come testimonia la dedica "a K", e non ad una donna.
Nella traccia proposta ai candidati alla maturità - relativa all'analisi del testo letterario - si chiede, invece, di individuare nei 12 versi poetici la "visione della realtà" di Montale, premio nobel per la letteratura nel 1975, e quella del "ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile".
Sarebbe bastato leggere il quinto verso 'Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano'. Quel “o lontano” è chiaramente un vocativo maschile altro che ruolo salvifico della figura femminile…..
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Ripenso il tuo sorriso, da Ossi di Seppia di Eugenio Montale .
"Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovinetta palma..."
La stretta sulle intercettazioni telefoniche annunciata più volte da Silvio Berlusconi in campagna
elettorale è imminente. Da Santa Margherita Ligure il premier promette che il ddl sarà approvato già al prossimo Consiglio dei Ministri.
Berlusconi ha spiegato che nel provvedimento sulle intercettazioni, che prenderà la forma di un disegno di legge, ci sarà "il divieto assoluto di intercettazioni telefoniche, tranne per le indagini su mafia, ca
morra, 'ndrangheta e terrorismo". Per tutte le altre indagini, invece, ci sarà una pena di "5 anni per chi ordina intercettazioni, 5 anni per chi le esegue e 5 anni per chi le propaga". 
Inoltre, ha aggiunto il premier, ci saranno "penalizzazioni finanziarie importanti per gli editori che le pubblicano".
Il disegno di legge sulle intercettazioni giudiziarie che prevede pesanti pene per i giornalisti che le pubblicano rappresenta un grave atto di limitazione alla libertà di stampa in Italia e un pericoloso precedente di censura ai danni dei giornalisti .
Votato all’unanimità dall’assemblea della Federazione europea dei giornalisti, riunita a Berlino, un documento di condanna della stretta sulle intercettazioni voluta dal Governo italiano e le sanzioni penali previste contro i giornalisti. "L'assemblea annuale della Federazione europea dei giornalisti, riunita a Berlino dal 13 al 20 giugno 2008, - si legge nel testo approvato reso noto dalla Fnsi - condanna il progetto di legge del governo italiano che, con la scusa della privacy, vuole stabile sanzioni penali - fino a tre anni di carcere - per i giornalisti che pubblichino informazioni o citino notizie di inchieste giudiziarie. E' il caso soprattutto delle intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura. Questa è un'iniziativa - prosegue il documento - che mette il bavaglio ai giornalisti e impedisce ai cittadini di essere informati su temi d'interesse pubblico compresi nelle inchieste giudiziaria".
"Questo modo di procedere - è scritto ancora - è contrario ai principi universali dei diritti dei media e della loro funzione nelle democrazie moderne. I giornalisti, infatti, non devono nascondere le informazioni d'interesse generale, sia originate da fonti libere sia da fonti confidenziali, che essi hanno il dovere di proteggere. Il progetto di legge del governo italiano è contrario alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'assemblea annuale della Fej sostiene il sindacato dei colleghi italiani, la Fnsi, nel suo contrasto, nella sua opposizione contro il disegno di legge e fa appello al Parlamento italiano a non approvarlo o a modificarlo profondamente".
La Federazione europea dei giornalisti infine "mette sotto osservazione la vicenda e condurrà in ogni sede d'interesse europeo un'iniziativa sociale e etica per la libertà e la qualità del lavoro dei giornalisti. Venti illiberali per tentare di condizionare l'informazione soffiano qua e là in Europa e quello italiano - si conclude il documento approvato a Berlino - è un caso d'osservazione e mobilitazione professionale e civile".

Quante cose mi piacerebbe fare, suoni, immagini tutto metterei in queste mie pagine..... non posso!!!!
Ultimamente mi sento impotente, la mia connessione da 56kb, effettiva 40.9kb, non mi permette di esprimere tutto quello che vorrei. Mi sento una lumaca in tangenziale!
Esasperante è stato scoprire, che per molto tempo non potrò avere una linea migliore. La zona in cui abito è stata raggiunta da poco dalla rete Adsl (dopo numerose raccolte firme), ma per me non c'è spazio.....
Non ci sono più "porte disponibili" non ho ben capito cosa significa , nella pratica rimango sempre lumaca.

Oggi facendo zapping su Sky hoscoperto un nuovo canale: Canale 130 o Current Tv.
Current è una tv autocostruita dagli spettatori nata negli Sati Uniti da un ' idea di Al Gore,che da fine maggio è presente fra i canali Sky, accosta video italiani e staneri di vario contenuto.
Una nuova frontiera per il mondo dell' imformazione,che sembra libera e senza filtri.
Speriamo, che l' Italia sappia cogliere questa opportunità.
Mantengo la promessa ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto cos’è una rete comunitaria o meglio una community network. Tuttavia per il rispetto che ho per chi si dedica con passione ai propri obbiettivi mi limito a segnalare i link. Non me la sento di usare il lavoro degli altri.
Le community sono diffuse tutte le parti del mondo e anche se marginali sono realtà in rapida diffusione.
Wireless Community nel Mondo
· http://www.seattlewireless.net/
· http://www.reseaucitoyen.be/ Wireless Community Belga nostra amica
· http://www.freifunk.de/ Wireless Community Tedesca nostra amica
· http://www.guifi.net/ Wireless Community Catalana
· http://www.diirwb.net/ Wireless Community Danese
· http://www.redlibre.net/ Comunità wireless spagnola nostra amica
· http://www.napoliwireless.net/ Community che promuove la diffusione del Wireless a Napoli ed in Campania
· http://www.securitywireless.info/ Portale sulla sicurezza wireless Italiano di un nostro amico
· http://www.terniwireless.info/ Community wireless della citta di Terni in Umbria.
· http://www.ravennawireless.net/ Community wireless di Ravenna
Aiutatemi ad uscire da qui!!!!
Mi sono persa nel labirinto della Pubblica amministrazione, incredibile sono riusciti a ricreare nella rete la confusione degli uffici e dei palazzi. Una volta aperta la pagina del Forumpa 08, se non sei uno specialista non sai veramente dove andare ci si perde fra un ammasso tag e un menù con categorie non chiare.
Ho deciso in ogni modo di addentrarmi, deciso parola grossa devo farlo.
Spiando il docente a lezione ho capito come trovare quello che cerco, rifaccio pari pari…si apre la pagina che conosco e vai….
La fortuna ha voluto che navigando ho trovato una strada interessante, non riesco a ricostruire il percorso diretto di come ci sono arrivata. Ci ho provato, ma una volta uscita non ho più capito come tornarci. Riesco a parlarne solo perché ricordo un nome semplice Giuseppe Bianchi.
Un elenco dei relatori c’è anche quello organizzato maluccio ma c’è: l’ordine è per cognome ma nella lista prima viene messo il nome….
L’ idea di una rete wireless municipale mi ha incuriosito, l’ articolo un mondo di servizi sulla reti wireless municipali è breve e conciso,non riesco a comprendere bene, decido di leggere i commenti.
Nei commenti scopro Ninux.org e le loro idea di rete comunitaria. Durante il convegno il professor Bianchi è stato molto criticato: le reti comunitarie generate dagli utenti in Italia sono al limite della legalità. Ninux però mi svela che in Spagna Guifi.net ha creato legalmente una rete di migliaia di nodi. Inoltre il problema della legalità è legato all’accesso ad Internet, ma l’obiettivo della rete comunitaria non è quello di rubare la scena agli Internet service provider. La rete comunitaria creata dai cittadini vuole essere una infrastruttura aperta sulla quale in regime di libero mercato.
Prossimamente mi informerò meglio su cosa è una rete comunitaria…a presto.
Un bel sogno:
Il 28 dicembre 2007 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge di ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che dovrà ora seguire l'iter parlamentare.
La prima grande Convenzione internazionale in materia di diritti umani del Terzo Millennio.
L'Italia si è impegnata ad accelerarne il più possibile il processo di ratifica con i necessari interventi legislativi al fine di darrne concreta applicazione.
Il 30 marzo 2007 a New York, nella sede delle Nazioni Unite, infatti, il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero ha firmato, per l’Italia, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006.
La Convenzione, che riguarda oltre 650 milioni di persone che in tutto il mondo sono costrette a convivere con le difficoltà legate alla loro condizione e alle discriminazioni più diverse, riafferma i diritti inalienabili che appartengono a ciascun individuo e che non possono essere negati proprio alla parte più fragile della popolazione.
Principi generali della Convenzione
A questo sforzo collettivo l’Italia ha fornito un importante contributo, offrendo la propria esperienza consolidata negli ultimi decenni nel campo della promozione e tutela di questi diritti.
L’Italia è annoverata tra i paesi più avanzati nel campo dell’affermazione dei diritti delle persone con disabilità. Il nostro ordinamento, infatti, già con la legge 5 febbraio 1992, n. 104 ha inteso garantire il pieno rispetto della dignità e i diritti di libertà ed autonomia della persona con disabilità, attuando nel contempo il principio del mainstreaming in tutte le politiche ed i provvedimenti che possano riguardare la condizione di disabilità. Tuttavia le dinamiche sociali, culturali, scientifiche ed economiche impongono che un sistema normativo, per quanto complesso ed avanzato, metta in atto, con tempestività, processi di aggiornamento e revisione degli strumenti di cui dispone, per accrescere, a tutti i livelli, l’inclusione sociale e la diretta partecipazione delle persone con disabilità.
La convenzione dedica un articolo all’ accessibilità,scusate “la lunghezza” ma non posso tagliare….
Articolo 9
1. Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita, gli Stati Parti devono prendere misure appropriate per assicurare alle persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico, sia nelle aree urbane che nelle aree rurali. Queste misure, che includono l’identificazione e l’eliminazione di ostacoli e barriere all’accessibilità, si applicheranno, tra l’altro a:
(a) Edifici, strade, trasporti e altre attrezzature interne ed esterne agli edifici, compresi scuole, alloggi, strutture sanitarie e luoghi di lavoro;
(b) Ai servizi di informazione, comunicazione e altri, compresi i servizi elettronici e quelli di emergenza.
2. Gli Stati Parte inoltre dovranno prendere appropriate misure per:
(a) Sviluppare, promulgare e monitorare l’applicazione degli standard minimi e delle linee guida per l’accessibilità delle strutture e dei servizi aperti o offerti al pubblico;
(b) Assicurare che gli enti privati, i quali forniscono strutture e servizi che sono aperti o offerti al pubblico, tengano conto di tutti gli aspetti dell’accessibilità per le persone con disabilità;
(c) Fornire a tutti coloro che siano interessati alle questioni dell’accessibilità una formazione concernente i problemi di accesso con i quali si confrontano le persone con disabilità;
(d) Dotare le strutture e gli edifici aperti al pubblico di segnali in caratteri Braille e in formati facilmente leggibili e comprensibili;
(e) Mettere a disposizione forme di aiuto da parte di persone o di animali addestrati e servizi di mediazione, specialmente di guide, di lettori e interpreti professionisti esperti nel linguaggio dei segni allo scopo di agevolare l’accessibilità a edifici ed altre strutture aperte al pubblico;
(f) Promuovere altre appropriate forme di assistenza e di sostegno a persone con disabilità per assicurare il loro accesso alle informazioni;
(g) Promuovere l’accesso per le persone con disabilità alle nuove tecnologie ed ai sistemi di informazione e comunicazione, compreso Internet;
(h) Promuovere la progettazione, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di tecnologie e sistemi accessibili di informazione e comunicazioni sin dalle primissime fasi, in modo che tali tecnologie e sistemi divengano accessibili al minor costo.
La realtà in una testimonianza:
Poche sono le parole:
Con il termine ACCESSIBILITÀ si intende la possibilità per chiunque di poter fruire dei contenuti informatici indipendentemente dalle abilità/disabilità, fasce di età (bambini e anziani), sesso, hardware e software impiegati.
il termine USABILITÀ si introduce un altro concetto che supera, senza escluderla, la semplice “bellezza” di un sito web, conc “facilità d’uso”,entrandosi sulla facilità d’uso, intuitività, velocità, soddisfazione dell’utente.
il WAI/WCAG del World Wide Web Consortium (W3C) , dall’ottobre 1994, sigla garantisce e certifica i siti ed iportali internet. Il rispetto di tale standard ha l’obiettivo, come definisce il Consorzio stesso: “Portare il web al suo massimo potenziale…”, ovvero distribuire risorse web che possano essere fruite dal più ampio numero possibile di utenti, indipendentemente dalle tecnologie utilizzate. La legge Stanca approvata dal Parlamento il 9 gennaio 2004, obbliga le Pubbliche Amministrazioni ad adeguare in tal senso tutti i portali a servizio del cittadino.
Il governo italiano esso stesso membro del W3C, perseguendo nella politica della massima accessibilità ed usabilità delle risorse tecnologiche, si è posto l’obiettivo di creare i presupposti affinché i portali informativi della Pubblica Amministrazione non diventino fonte di nuova emarginazione e siano pienamente accessibili a tutta l’utenza pubblica. Regioni, Province, Comuni, ASL ed enti a partecipazione pubblica,entro un anno dalla data di emanazione della legge avrebbero dovuto adeguare i propri siti al fine di renderli accessibili anche ai portatori di handicap visivi e motori.
A differenza degli Enti Pubblici, le Imprese non sono obbligate ad adeguare i loro "prodotti" ai criteri di accessibilità.
Tuttavia, progettare un portale che si attiene ai criteri W3C/WAI, oltre al dovere morale che comunque si impone, comporta almeno due precisi vantaggi pratici:da un lato la maggiore velocità di caricamento della pagina web, dall’altro la massima fruibilità delle risorse on-line con il conseguente maggior numero di accessi al sito/portale.